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100% GIOCATTOLO 100%

Limpido

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Non ci trovo nulla di male: voglio vivere la mia vita al 100%. E desidero lo stesso anche per coloro che vengono in contatto conme.
Updated 3/8/2008
Updated 6/17/2008
Updated 8/16/2008
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LEA
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Susanna
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Antonio
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monica
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PatOcchiChiari
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Matt
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Quella
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marialuisa

I dati relativi la professione e il luogo di residenza sono fittizi. Limpido si riserva la facoltà di rivelare i propri dati personali in altra sede.
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October 09

discorsi senza voce

 
Dita che premono sui tasti dei cellulari.
La sera è inoltrata, la temperatura sale.
La distanza azzerata dagli sms...
 
*******LEI
*******LUI
_____________________
 
"non vedo l'ora... stavolta lo desidero di più... ti voglio di più... che ti farei! dove non ti bacerei...
 
"Voglio sapere. Cosa mi faresti? Cosa stai desiderando? Mi eccita saperlo! 
 
"innanzitutto appena ti vedrei non so se riuscirei a pensare a chi mi potrebbe guardare e far la seria. ti abbraccerei fino a soffocarti... ho voglia del tuo odore... della tua pelle, delle guance che mi irritano il viso, delle tue labbra che mi cercano, dei tuoi occhi che mi penetrano...
 
"Vorrei trascorr una intera mattinata insieme su di un letto... a ridere e scherzare... x poi baciarci e baciarci ancora fino a desiderarci, ma non prenderci presto... vorrei fare l'amore quando arrivo a star male, a volerti così tanto da fare di tutto con te... voglio fare tutto quello che non so...
 
"...presto saremo l'uno dell'altra... 
 
"Ho voglia di baciarti dai piedi alla testa... far mio il tuo corpo... sto male solo a scriverlo, un male piacevole... mi piace strusciarmi sul tuo corpo... gli odori che si mescolano.. è bello far l'amore con te... dai di vita! penso a quel che fai e mi fai stare bene... poi c'hai un coso fra le gambe che è na favola
 
"Io cerchere subito la tua nuca con la mia mano e intreccerei i tuoi capelli tra le mie dita 
 
"...con la voglia che ho di te farei l'amore come una pazza, non mi stancherei mai e tu sai che con te mi succede.. ma mi piacereb anche tanta dolcezza... guardarci e coccolarci e accarezz stando abbracciati come 2 innamorati ;) ti riempir di baci fino a consumarti le labbra..
 
"Ho voglia di soddisfarti in ogni cosa. Voglio vederti impazzire su di me. Voglio sentirti urlare di piacere 
 
"Non volere solo la mia di soddisfazione... non devi fare solo quello che può piacermi ma anche ciò che può piacere a te:)
 
"Godo nel vederti godere, tesoro. Il mio piacere è il tuo! 
 
"Ho voglia di far l'amore... al solo pensiero mi vien da toccarmi...
 
"Voglio essere tuo. Voglio averti dentro. Voglio entrarti dentro. Voglio spargere il mio liquido sul tuo seno e darti a bere le ultime gocce... 
 
"Mi fai impazzire quando mi dici ste cose... mentre le leggo le immagino e...cavolo che mi succede... mi gira tutto ti voglio tesoro...come una pazza, come non credevo..mi sento un terremoto dentro.Ma perch mi fai sto effetto?che c'hai?
 
"Ho quello che desideravi: la libertà 
 
"Non credo sia questo.sono sempre stata 1 donna libera, sessualm non ho mai avuto probl, ho sempre fatto quello che ritenevo giusto fare..non so..ma mi piacerebb sapere..anche x capire il perchè lo faccio, dato che non si dovrebbe :)
 
"Succede quando scopri che la vita ti ha negato delle cose che meritavi. Così quando le trovi... le prendi. E tu... lo hai preso. E pure bene ;)
 
"No Rob..la verità e che son partita x te..sai benissimo cosa provo x te..se non fosse così col cavolo che prendevo;) la vita a me ha dato anche tanto... ho sempre potuto scegliere in tutto, e ho potuto scegliere anche te..ma solo x un motivo non x sfizio come può essere x te o x altri ;)
 
"Tu non 6 uno sfizio! E sono felice la vita mi abbia dato a te 
 
"Son felice x te :)
 
"A domani tesoro. Vorrei regalarti un piacere intenso stanotte... 
 
"Mi regali continuamente sensazioni...sei semplicemente favoloso...a domani tesoro...
______________________
 
P.S.:Gli errori di scrittura sono reali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
September 21

Il paradiso mercoledi

 
Il cappotto piegato alla meno peggio e gettato sulla panca.
Saluti veloci e poi seduti uno di fronte l'altra.
Hanno preso l'abitudine di incontrarsi ogni mercoledi, da quando l'inverno ha ormai ingrigito le giornate.
Un locale con tavoli e arredi di legno, in periferia, tranquillo nel pomeriggio.
Delle volte basta solo un sms, la conferma, e si trovano li, sempre a quel tavolo, sempre a quell'orario.
Due te caldi, dei pasticcini e un sano scambio di racconti, sfoghi, consigli.
Lei, tazza fra le mani, ad assorbirne il tepore attraverso la ceramica smaltata.
Lui, sorride, aggiunge dello zucchero nella tazza.
Delle volte rivoli di pioggia scorrono lungo le vetrate al fianco dei tavoli, altre volte folate di vento alzano foglie secche contro i
vetri.
Ma quello è il loro momento di paradiso, con tutto il resto fuori.
Il paradiso preso a quattro mani.
Il paradiso intorno, e la sua musica soffusa,  l'ambiente riscaldato, il sorriso di lui, i capelli di lei...
Liberi di sentire, liberi di parlare, di confrontare idee, progetti.
Liberi di sentirsi.
Piccoli sorsi caldi scaldano l'anima, dolcemente, senza fretta.
Con delicatezza.
E silenzi.
Silenzi come luce, che tolgono il buio dentro.
E danno calore.
Non c'è altro paradiso conosciuto se non questo.
Un paradiso a tempo, con una tv a parete senz'audio, e una discreta cameriera che non vede, ma sa.
Forse anche lei ha il suo giorno di paradiso, il suo posto dove poggiare l'anima, senza paura, davanti qualcuno che sappia carezzarla,
farla sentire libera.
Libera di essere.
 
Tazze vuote, alcune briciole sul tavolo.
Le panche ancora calde.
Uno straccio umido e il paradiso non esiste più.
Lui al suo lavoro, lei alla sua famiglia.
In attesa del prossimo paradiso.
________________________________

Un racconto in cui non c'è sesso mi da lo spunto per parlarne.

Non è chiaro?

Lo sarà presto, seguitemi.

Ricapitolando: Un uomo e una donna trovano sollievo nelle fredde giornate invernali per incontrarsi, lontano dalle proprie famiglie e il lavoro, e passare del buon tempo insieme a parlare di cose intime, personali, di sogni, desideri, provando così sentimenti ristoratori.

Bene.

Ora mettetevi nei panni di una di queste due persone, immedesimatevi nel calore della situazione, calatevi nell'intimità dei ragionamenti, nell'intimità emotiva che l'incontro comporta.

E ora immaginate di mettere al corrente di questi incontri il vostro compagno, la vostra compagna.

Pensate all'impatto emotivo che potreste procurare.

Dal momento che vi è implicata la ricerca di calore, intimi sentimenti, profonda amicizia, è facile intuire la possibile reazione del/della vostro/a compagno/a.

Ma non sesso, no, quello non è contemplato ma a questo punto è poco importante.

Allora cos'è il sesso?

E' l'elemento predominante che definisce un tradimento?

O il vero tradimento, quello mentalmente percepito, è nella ricerca e condivisione di sentimenti, emozioni e piaceri al di fuori della coppia ufficiale?

Che differenza c'è tra il piacere che il corpo e la mente percepiscono nel condividere del tempo insieme bevendo te, mangiando pasticcini, parlando del proprio animo e... fare sesso?

August 10

Il paradiso nei miei occhi

 

 

Il paradiso nei miei occhi.

 

L’acqua della doccia si riversa a terra.

 

Corpi bagnati, i nostri, quello che resta del mio seme scivola via dai suoi seni.

 

Lei che non vuole entrare in doccia, che ha paura di bagnarsi i capelli – il suo corpo, meraviglioso, sudato, i suoi occhi, increduli e stanchi.

 

La sua bocca piena di me, un ultimo schizzo nella sua gola.

 

Spargo sui capezzoli quelle bianche gocce, delicato e umido massaggio del glande.

 

Le mie urla soffocate, il mio seme che le inonda il petto, spasmi di piacere e bruciore.

 

Scavalco le sue gambe, mi adagio sulla sua pancia.

 

Il preservativo che vola via.

 

Dentro lei, muovo convulsamente il mio bacino, la voglio sentire gridare e lo sento, lo sento arrivare.

 

Mi stendo su di lei, i suoi occhi mi chiedono di più, meravigliosi laghi in cui affogare.

 

Rotoliamo su noi stessi, le lenzuola sono esauste.

 

Ed è il momento – “Mi vuoi?”.

 

Cavalca il piacere e mi schiaccia sotto di se, mi porta dentro, fino in gola.

 

I suoi capelli – oh, quei capelli... – sussultano sulle sue spalle.

 

E’ una donna al galoppo quella che vedo, all’inseguimento dell’estasi e decisa a raggiungere quella distrazione dalla ragione.

 

Le sue mani sul mio petto, premono, la sua testa cade avanti, e poi indietro.

 

I movimenti sempre più insistenti e pesanti.

 

La sento scendere su di me, lasciarmi entrare avida.

 

Bella.

 

Meravigliosa Dea della Passione.

--------------------------------------------

 

E se le cose andassero al contrario?

Ci hai mai pensato?

 

;))))

 

Per cambiare, ora, leggi i periodi partendo da quello in basso, risalendo.

            Un po' come sale il piacere, mentre si fa l'amore... ;)                   

 

July 28

Io dentro te, tu dentro me

 

E’ l’aria della sera quella che lambisce il mio corpo.

Il momento della giornata estiva che preferisco: la calura demorde, i colori si saturano, le ombre si allungano, il mare si placa, le voci si diradano.

E’ adesso che amo restare in spiaggia - disteso su di un lettino - riempire i polmoni rilassando il diaframma, osservare i gabbiani, vederli planare sul pelo dell’acqua e... volare... volare con loro.

E giungere da te provoca immediatamente un timido moto di vita nel mio slip colorato, non un sussulto ma un lento e quasi impercettibile risveglio.

...mi penetri con la tua lingua, vorticosamente, nel padiglione del mio orecchio, e poi dentro come se volessi entrarmi nel cervello ma lì... lì già ci sei, piantata come un chiodo d’acciaio, e ad ogni nostro incontro sempre più a fondo.

Mi baci, mi succhi, mi mordi mentre la tua lingua, le tue labbra, passano sul mio viso e mi entri prepotentemente in bocca.

Dentro! E’ dentro che sento tu mi vuoi entrare.

E allora ti farò entrare dentro me, tesoro.

Allungo il braccio - è una piccola boccetta di vetro scuro quella che prendo.

Ne svito il tappo.

Ti dico "Bagna un dito".

"Cos’è?".

"Olio di mandorle... di quello per fare massaggi...".

Forse hai capito, forse no. Sdraiata sotto di me, sollevi il capo, ti vedo infilare l’indice nella bocca della boccetta.

"Bagna il dito medio" ti suggerisco, e tu lo fai. Forse ora hai capito.

"Entrami dentro" ti dico. Passi la tua mano sotto la mia coscia.

"Fa attenzione con l’unghia-ahh..." – forse non hai intinto bene il dito ma... ora non ha più importanza: io dentro te e tu... dentro me che sali, prima con un leggero ritmo, poi sempre più dentro e con trasporto – oh si, lo hai capito eccome adesso! E sento che ti piace.

Comincio ad assecondare il tuo ritmo come se tu, entrandomi dentro, mi guidassi a penetrarti a mia volta, e più spingi dentro me e più io ti salgo in gola.

Piano una nuova pazzia s’impossessa di te fino ad esplodere incontrollata: "Sei un porco" mi dici, a denti stretti, consapevole, ora, che puoi farmi tutto quello che vuoi, tutto il male, tutto il bene che in questo insano momento desideri, sul mio corpo, dentro il mio corpo, angelo mio: prendere tutto da me!

Sai che non c’è nulla – nulla – che tu non possa chiedermi per portare i nostri sensi oltre il definibile, oltre l’accettabile - perché è lì che voglio portarti a volare, tesoro mio, "oltre", sempre più in alto.

I miei colpi a soffocarti, più veloci ora, più violenti.

Gemiti che s’intrecciano, urla strozzate, unghie nella carne.

Il tuo dito che mi cerca, dentro, lo sento si... oh se lo sen-to...s-i-i!...

"Ti volevo addosso..." mi dici.

"Ti volevo dentro" ti rispondo io.

Planano sul pelo dell’acqua, veloci, per poi risalire in alto, e il sole... il sole è quasi tramontato.

Volteggiano con grazia, liberi.

Disinvolti pensieri.

 

 

July 18

La vita è adesso

Alta, all’apparenza più alta del solito.

Le chiedo se ha dei tacchi più alti del solito o se, nel frattempo, fosse cresciuta in statura: in effetti era la sapiente combinazione tra 6/7 centimetri di tacco e la sua normale statura.

Forse era un po’ che non la incontravo, tutto qua.

Una luce spenta negli occhi, sotto il suo caschetto, biondo da sempre.

“Sei stanca, vero?” le chiedo, tentando una spinta più intima alla conversazione. Ho imparato da tempo a non chiedere “Qualcosa non va?”.

Serra le labbra, abbassa lo sguardo per un attimo.

“E’ che sono giù, Roberto…”

Abbiamo spesso riso molto quando ci troviamo.

Anche affrontato ragionamenti seri, di quelli dei quali non se ne parla con chiunque.

Ma quella costante dell’“essere giù” la ricordo da molto.

Vorrei dirglielo, farglielo notare, invece dalla bocca mi esce

“E’ l’aria, Paola”

“…Come?”

“L’aria! E’ in giro, è quello che respiriamo, una dilagante depressione. Sembra che ultimamente non riconosca più le persone. E’ sempre più difficile strappare un sorriso. Non so…”

 

E invece lo so.

E’ tutto così difficile adesso.

Scorgi la gente sempre più incattivita nei loro atteggiamenti, lo cogli nell’arroganza dello sguardo, nel portamento, addirittura nella guida dell’auto.

Io stesso mi ritrovo meno accondiscendente, pronto a tutto, anche a cogliere le sottili sfide di ogni giorno e volerla vinta per il solo scopo di non soccombere “ancora”.

 

“Te… ti vedo bene, invece - mi dice – o lo mascheri bene”.

Centomila parole affluiscono verso la lingua ma solo a poche posso dare la precedenza, scegliere con cura nel giro di pochi millisecondi.

“Paola… – d’un tratto mi ritrovo maledettamente serio – ho solo smesso di attendere il paradiso”.

Si accosta appena un po’, come per mettersi in linea di fuoco con le mie parole.

“D’un tratto mi sono accorto che la vita è una, ed è questa. Così ho cominciato a crearmi le mie piccole nuvolette di paradiso personale, le soddisfazioni che di volta in volta ti danno energia, ti staccano dalle catene di questa vita malsana, ti danno quel po’ di ossigeno per riprendere l’apnea delle frustrazioni e dei problemi. Spezzo, stacco… che può essere una passeggiata a costo di saltare la cena, o una cena da solo, o un appuntamento con una persona con cui desidero stare…”.

 

“Si… ma non è semplice, Roberto…”

“No, Paola, non lo è. Io ci sono arrivato col tempo. Ci ho messo almeno dieci anni per capire cosa volevo e perché lo desideravo”.

“Si, ma la famiglia… i figli… - s’incammina in un tratto di conversazione più intima del solito – Io ci ho provato a prendermi quello che volevo… Poi, mio marito ha scoperto tutto e io ho dovuto fare il mea culpa… E’ durato tre anni… E ora sono “quella colpevole”…”

Sembra sfinita, come volermi dire “sono stanca e non so checcazzo fare”.

“Gli hai dato il coltello dalla parte del manico, Paola, e lasci che lo usi contro di te, senza reagire. Vedi, il segreto sta nel prendersi in mano, nell’evitare di affogare nella frustrazione, nel prendere quello che la vita ci offre. Se è lecito, bene. Se non lo è, e lo si vuole lo stesso, allora bisogna essere consapevoli delle possibili conseguenze ed esserne pronti.

In genere quello di cui abbiamo bisogno, e che ci autoneghiamo in un rapporto, è la libertà. E non sto parlando per forza di scappatelle, amanti, sesso e cose simili.

Parlo della libertà di spezzare la routine, la possibilità di evadere periodicamente dalla figura di moglie, madre, cuoca, inserviente, e concedersi alle futilità, alle passeggiate fuori programma, anche agli sguardi di altri uomini, lasciarsi desiderare, ritrovare la bellezza persa tra pentole e lavoro rendendo chiaro a chi pensa di “possederci” che semplicemente ci si “concede”, ma solo quando lo decidiamo noi”.

…………………………………………

_________________________

Sapere i “perché”, vincere le resistenze emotive interiori, rendersi conto che quello che rifiuti adesso non sai se lo avrai mai più, comprendere che agire, piuttosto che subire, ti concede maggiori chance a cui attingere.

 

La vita è una, ed è adesso.

Quali cose possiamo darci per... sopravvivere?

_________________________

P.S.: Paola, fu la prima ad esprimere questo concetto per definirmi: “animo femminile in un corpo maschile”

 

 

 

 

July 11

Il terrore nei suoi occhi

 
Mi sfilo gli occhiali da sole, li poggio sul bancone del Box Informazioni insieme alla busta: "Buongiorno. Vorrei parlare col direttore, grazie"
Bionda, capelli filanti fin sulle spalle, gli occhi chiari. Non è il mio tipo ma è decisamente carina
Mi fa: "Non so... al momento è occupato..."
"Qualcuno per lui, allora. "
"Può dire a me?"
"E' una cosa abbastanza seria..." le dico, caricando l'aria con uno sguardo diretto.
"Le faccio vedere prima lo scontrino. Lo avevo addirittura buttato"
Lei sale in pena, glielo leggo nell'espressione del viso. La busta ancora chiusa, fra noi due, sul piano del bancone.
Poso lo scontrino, visibilmente spiegazzato e poi stirato, davanti a lei.
"E adesso le faccio vedere il problema..."
Apro la busta parzialmente, in maniera che lei possa vedere sbirciandovi dentro, lontano da occhi indiscreti.
Lei si affaccia dentro, la tensione di chi teme di vedervici un cobra o un qualsiasi altro prodotto non in vendita nel loro supermercato ma per un qualche sconosciuto motivo capitato nella mia spesa del giorno prima.
"Vede? - le dico - Una cosa del genere mi mette in seria difficoltà. E se non avessi più avuto lo scontrino anche in grande imbarazzo, comprende?"
L'addetta (bionda, occhi chiari e tutto il resto) trasecola per una frazione di secondo, sembra non capire, poi realizza.
"Guardi, ci deve scusare ma alcuni addetti alle casse sono nuovi e..."
"Si rende conto che senza scontrino non avrei potuto dimostrare l'effettivo acquisto del prodotto?" - il tono è estremamente deciso.
Lei rimane senza parole, dalla busta ormai non contenente più pitoni, cobra o pelosi ragni di dimensioni abnormi, tira fuori una polo blu. La vedo dileguarsi verso le casse - Uhmm... che corpicino!
 
Attendo. L'aria di chi pazienta (benevolmente;)
 
Ritorna. L'antitaccheggio è stato tolto dal collo della polo.
"Ecco... ci deve scusare". Accenna ad un timido sorriso nel rimettere l'indumento nell'innocente busta.
"Il direttore dovrebbe ringraziarmi - palesemente ironico - Vi ho appena dimostrato che ci sono dei problemi nel vostro sistema di sicurezza"
Prendo gli occhiali, la busta.
"Ha dei bellissimi occhi - le si congela il sorriso sulle labbra - Arrivederci"
Non sento neppure se mi risponde.
 
Accartoccio lo scontrino, di nuovo. Lo metto in tasca.
4 euro e 50.
Costava di più l'antitaccheggio! :DDD
 
 
June 06

Fuoco sulla mia pelle

Lei non sa, non capisce.

Meravigliata da se stessa mi dice “io non ero così”.

 

Lei, fuoco di un vulcano, quel calore dentro, celato per così tanto tempo e fragorosamente esploso sul mio inguine.

 

Tu, da sempre tu.

Lo sentivi dentro, bruciare, e ignoravi.

 

Amo sentire la tua passione fusa scorrere sul mio corpo, bruciare la mia pelle, incanalarsi nel mio respiro e soffrire, soffrire di piacere.

Amo sentirti lanciare gemiti come lapilli incandescenti.

E vederti irrefrenabilmente furiosa, accecata dal tuo stesso bagliore.

 

Sei uno spettacolo e non lo sai.

Favolosa nel tormento che produci.

 

 

Voglio bruciare!

Bruciare vivo!

Si!

May 30

Racconti di donna - "La tua voce"

 

…non te l’ho mai detto ma…è la tua voce che mi fa impazzire…

Nell’ascoltarla immagino te…

Te…con i tuoi occhi dolci che sanno guardare…

Te…le tue labbra che si modellano con un sorriso intrigante…

…è la tua voce…che a volte vorrei evitare di ascoltare…

Ma quando ho aperto un sms e letto:”Posso chiam?”…mi sale qualcosa in gola ma risp:”Certo che puoi…”

E parliamo…parliamo e non vedo l’ora di rivederti…

So che sarà presto…questione di ore ma…il desiderio è tanto…

Ho voglia di vederti…si…ho voglia della tua mano nella mia che stringi appena entro in macchina…impazzisco per la voglia delle tue mani su di me anche per un semplice abbraccio…della tua bocca sulla mia pelle...della voglia di essere tua…

…..muoio dalla voglia di essere tua!!!

Ti direi: Fammi tua…anche qui…assaporami…con la mente, con la fantasia,….

…ma siamo al telefono….

Sento il tuo affanno ma non chiedo niente…ma così, mi succhi l’anima cavolo!!

Andiamo avanti con la telefonata ma…immagino il tuo viso…il tuo corpo disteso da qualche parte e sento il mio corpo inquieto…

Perché non mi hai detto ciò che ti stava accadendo?

…l’ho dovuto immaginare…

…avrei voluto coprire la tua pelle con la mia saliva…le tue carni fra le mie labbra…e tu che continui….respiri affannosamente

Ti avrei voluto imprigionare dentro la mia voglia…voglia infinita di te

…avrei voluto giocare con te...dentro di te e dentro di me…mangiare le tue labbra…

Ora immagino la tua mano…non fermarla…entra in me…fammi morire…

E ricordan